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Mons. Sigismondi nuovo Assistente di AC

Mons. Gualtiero Sigismondi, 56 anni, vescovo di Foligno è stato nominato Assistente Ecclesiastico Generale di Azione Cattolica.

L'incarico era vacante da agosto, dopo la morte di mons. Mansueto Bianchi. Il Papa prova così a rendere anche il vertice di AC non esclusivo ma cumulabile, almeno come esperimento: mons. Sigismondi rimane infatti anche vescovo di Foligno, al contrario del suo predecessore, che aveva dovuto lasciare la diocesi di Pistoia. Dopo i primi mesi sarà lo stesso vescovo a riferire al Pontefice se il doppio incarico sia possibile o meno.
Papa Francesco tentò di rendere cumulabile anche l'incarico di Segretario Generale della CEI, mantenendo mons. Nunzio Galantino anche vescovo di Cassano all'Jonio. Il presule riferì però del troppo lavoro derivante dal doppio incarico, che costrinse il Vaticano a nominare un nuovo vescovo in Calabria.
Azione Cattolica, unico organo che riceve un superiore spirituale di nomina pontificia insieme all'Università Cattolica, è la più grande associazione laicale cattolica in Italia, con 400mila iscritti e un milione di persone coinvolte.


Gualtiero Sigismondi è nato il 25 febbraio 1961 a Ospedalicchio.
Ha studiato all'Istituto Magistrale di Perugia e al Pontificio Seminario Regionale Umbro, prima di trasferirsi a Roma, al Pontificio Seminario Lombardo. Ha ottenuto una licenza in teologia alla Pontificia Università Gregoriana. Il 29 giugno 1986, a 25 anni, viene ordinato sacerdote.
Diventa viceparroco, poi parroco a Ripa (1989-1993), vicerettore del Seminario Regionale Umbro (1994-2005) e direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose (1994-2005), oltre che direttore spirituale del Pontificio Seminario Regionale Umbro e docente di teologia dogmatica all'Istituto Teologico di Assisi. Nel 2005 diventa vicario generale dell'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve.
Il 3 luglio 2008, a 47 anni, viene nominato vescovo di Foligno; succede a mons. Arduino Bertoldo, ritiratosi per limiti di età. Viene consacrato il 12 settembre successivo nella cattedrale di Perugia da mons. Giuseppe Chiaretti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve.

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