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IL CARD. SARAH NUOVO PREFETTO DEL CULTO DIVINO

Un antipasto di riforma?
IL CARD. SARAH NUOVO PREFETTO DEL CULTO DIVINO
Vacante il "Cor Unum", ora si pensa agli accorpamenti dei ministeri. E il prossimo avvicendamento sembra Palermo

Gli exit poll anche stavolta avevano ragione. Il card. Robert Sarah, 69 anni, guineano, è il nuovo prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Risolta la vacanza del dicastero, targata 28 agosto, quando il card. Llovera venne trasferito a Valencia, e vengono anche aperte prospettive nuove. Sarah (che in realtà ha ricevuto la comunicazione ufficiale dal papa già ieri, mentre la notizia è stata resa pubblica solo oggi) era nettamente in testa alle previsioni perchè la sua nomina anticipa un ventilato progetto di accorpamento non tanto della sua Congregazione, quanto del Pontificio Consiglio "Cor Unum", che si occupa di gestire le attività caritative della Santa Sede, da oggi vacante, con quelli per la Giustizia e la Pace, i Migranti, gli Operatori Sanitari e la Caritas, per far nascere un unico polo carità, forse presieduto dal card. Turkson (con il pensionamento del card. Veglio e l'arcivescovo Zimovski come segretario). Un altro possibile accorpamento riguarderebbe i Pontifici Consigli di Famiglia e Laici, uniti a nuove commissioni per la tutela delle donne e dei bambini, sotto l'egida del card. Rylko, con l'arcivescovo Paglia come segretario. Ma sono tutte ipotesi, vagliate questa mattina nella riunione del C9 (gli 8 cardinali chiamati dal papa a coadiuvarlo, più il Segretario di Stato) e non attuabili prima di gennaio-febbraio. 
Il card. Robert Sarah è nato a Ourous, in Guinea, il 15 giugno 1945. Vocazione precoce, ottiene un baccalaureato in teologia prima di essere ordinato sacerdote, il 20 luglio 1969, a 24 anni, dall'arcivescovo di Conakry, mons. Raymond-Maria Tchidimbo. Riprende gli studi, laureandosi in teologia alla Pontificia Università Gregoriana e in sacra scrittura allo Studio Biblico Francescano di Gerusalemme, prima di rientrare in Guinea nel 1974 per prestare servizio attivo a Conakry. 
Il 13 agosto 1979, a soli 34 anni, Giovanni Paolo II lo nomina arcivescovo metropolita di Conakry, consegnandogli il pallio in San Pietro il 29 giugno successivo. Viene consacrato vescovo il giorno dell'Immacolata, l'8 dicembre, dal card. Giovanni Benelli, arcivescovo di Firenze. Si prospettano oltre quarant'anni a capo della Chiesa del suo Paese. Nel 1985 viene anche eletto presidente della Conferenza Episcopale. 
Dopo 22 anni a Conakry, il 1°ottobre 2001, a 56 anni, Giovanni Paolo II lo nomina Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. Il 7 ottobre 2010, a 65 anni, Benedetto XVI lo promuove presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", successore del card. Cordes, pensionato e lo crea cardinale il 20 novembre successivo. Da oggi è a capo di uno degli organismi più antichi della Curia, istituito nel 1588, che ha competenza su tutto quello che riguarda la liturgia e la validità dei sacramenti, soprattutto l'ordine sacerdotale, formata da circa 40 prelati. 
 Intanto, al di là dei recenti fatti di cronaca che lo hanno visto coinvolto, sembra avvicinarsi la successione a Palermo (si parla anche della data, l'8 dicembre). Il card. Romeo, 77 anni, potrebbe essere sostituito dai vescovi di Enna o Agrigento, ma la carta a sorpresa del papa potrebbe essere quella del messinese Antonio Spadaro, come lui gesuita, direttore della Civiltà Cattolica e invitato personale dal pontefice all'ultimo Sinodo.

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