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L'ESODO AMERICANO

Compie 80 anni il card. Rigali, emerito di Philadelphia. Servono nuovi cardinali USA?
L'ESODO AMERICANO
Muore il card. George, arcivescovo emerito di Chicago. A 78 anni se lo porta via un cancro

È mancato, dopo una lunga malattia, il card. Francis Eugene George, 78 anni, arcivescovo emerito di Chicago. Figura molto amata negli States e non solo, aveva retto l'arcidiocesi per diciassette anni. 
Era nato a Chicago il 16 gennaio 1937, secondo di due figli (la sorella Margaret è tuttora vivente) e aveva frequentato la scuola elementare parrocchiale St. Pascal. A 13 anni decide di entrare in seminario, ma viene colpito da una forma di poliomielite che gli causerà difficoltà a camminare per qualche tempo. Per questo motivo viene rifiutato dal Seminario Maggiore ed è costretto a iscriversi al Seminario St. Henry a Belleville, gestito dai Missionari Oblati, a cui si unirà nel 1957. Compie i suoi studi da novizio a Godfrey prima di passare al Seminario "Nostra Signora delle Nevi" di Pass Christian. Viene mandato a studiare teologia a Ottawa, in Canada, e professa i suoi voti perpetui come membro degli Oblati l'8 settembre 1961.
Il 21 dicembre 1963, a 26 anni, viene ordinato sacerdote da mons. Raymond Hillinger nella sua parrocchia natale. Ottiene un baccalaureato in teologia nel 1964 all'Università di Ottawa e una laurea in filosofia all'Università Cattolica d'America di Washington nel 1965. Passò circa vent'anni tra insegnamento e responsabilità di superiore provinciale del suo ordine.
Il 10 luglio 1990, a 53 anni, viene nominato vescovo di Yakima e viene consacrato il 21 settembre successivo dal nunzio, l'arcivescovo Agostino Cacciavillan (oggi cardinale). Si mette in luce nei suoi primi anni di episcopato, tanto da ottenere numerosi incarichi nella Conferenza Episcopale Americana. Il 30 aprile 1996, a 59 anni, viene promosso arcivescovo di Portland in Oregon, rimanendo per meno di un anno. A novembre infatti muore il card. Joseph Bernardin, arcivescovo di Chicago, e l'8 aprile 1997, a 60 anni, George viene chiamato a succedergli. Il 21 febbraio 1998, a 61 anni, Giovanni Paolo II lo crea cardinale presbitero di San Bartolomeo all'Isola.
Instaurò da subito nuovi canali di comunicazione tra Curia e fedeli, fondando un bimestrale diocesano e curando rubriche anche su giornali laici. Nel 2005 partecipa al Conclave che elegge Benedetto XVI. Nel 2007 propose che gli ebrei rivedessero il Talmud, in cui Gesù viene definito "bastardo", in cambio dell'attenuazione delle preghiere in cui si chiedeva che gli ebrei fossero convertiti al cattolicesimo. Nel 2009 condannò alcune dichiarazioni che negavano la Shoah pronunciate dal vescovo Richard Williamson, membro della Fraternità S. Pio X.
Nel 2010 termina il suo mandato triennale di presidente della Conferenza dei Vescovi Americani. Nello stesso anno, parlando alla Brigham Young University, rivolse un inedito invito a cristiani e mormoni per collaborare insieme per la libertà religiosa e li ringraziò per gli sforzi comuni in materia di lotta alla povertà, alla pornografia e per l'incoraggiamento del matrimonio tra uomo e donna. A un gruppo di sacerdoti, sullo stesso argomento, pronunciò parole "profetiche" che fecero molto discutere: "Io morirò nel mio letto, il mio successore in prigione il suo successore come martire sulla pubblica piazza. A sua volta, il suo successore, partendo dalle rovine di una società distrutta, comincerà lentamente a ricostruire una nuova civiltà, come la Chiesa ha sempre fatto nella storia". L'eco della questione fece molto rumore perché della dichiarazione venne inizialmente pubblicata solo la prima frase.
Avvicinandosi all'età delle dimissioni, la sua salute inizia a declinare. Nel 2006 gli era stato diagnosticato un localizzato e aggressivo cancro alla prostata. Nel 2012 viene reso noto che il cancro non solo si è riformato ma si è esteso anche ai reni e alla milza e che era necessaria la chemioterapia, ma annunciò che sarebbe rimasto in carica ancora due o tre anni. Nello stesso anno, dopo la notizia che il percorso del Gay Pride per le strade di Chicago sarebbe passato davanti a una chiesa, mise in guardia dal rischio che il movimento potesse trasformarsi "in qualcosa di simile al Ku Klux Klan, a dimostrare per le strade contro il cattolicesimo". Gli avvocati del movimento LGBT chiesero le sue dimissioni, ma lui replicò: "Il fatto che le mie richieste di riconsiderare il percorso siano state ignorate mi ha spinto a uno spontaneo confronto con gli altri gruppi che si accanivano contro la libertà religiosa della Chiesa". Due settimane più tardi tuttavia si scusò: "Le mie parole hanno ferito un gran numero di persone, mi rendo conto. Ho familiari che hanno esperienze gay e la cosa è parte delle loro vite, quindi mi scuso per le ferite che ho procurato". Aggiunse: "Stavo parlando per la paura che sento in difesa della libertà della Chiesa e ho fatto analogie inappropriate. A volte la paura è una pessima motivazione". Gli avvocati del Movimento accettarono le parole di scusa.
In una lettera pastorale del 1° gennaio 2013 scrisse che la legalizzazione imminente dei matrimoni dello stesso sesso in Illinois sarebbe stata "un atto contro il bene comune. Avrà conseguenze sul lungo periodo e la storia insegna che preferiamo a breve termine adattarci a quello che ci viene imposto dall'alto, ignorando quello che sarà a lungo termine".
Nello stesso anno partecipa al Conclave che elegge papa Francesco.
A marzo 2014 il cancro si manifesta nuovamente, rendendo necessario un trattamento di chemioterapia più aggressivo. Il mese successivo il nunzio apostolico negli USA, l'arcivescovo Carlo Maria Viganò, annunciò che il processo per la selezione del suo successore era iniziato. A causa di un breve ricovero per disidratazione fu costretto ad annullare un viaggio in Vaticano, rinunciando così al desiderio di incontrare di nuovo papa Francesco. Ad agosto accettò di sottoporsi alla sperimentazione di un nuovo farmaco elaborato dall'Università di Chicago, che si rivelò inefficace. Il 20 settembre 2014, a 77 anni, la Santa Sede accettò le sue dimissioni, nominando nuovo arcivescovo di Chicago mons. Blase Joseph Cupich. Il 30 gennaio scorso riferì che i medici avevano "esaurito gli assi nella manica" per curarlo e che non rimanevano altro che cure palliative, ma il cancro era rimasto confinato nel fegato e non aveva raggiunto altri organi vitali. Dopo un primo ricovero il 3 marzo, il 28 del mese fu ricoverato per forti dolori e disidratazione, venendo dimesso il 3 aprile. È morto il 17 aprile, a 78 anni.

Domenica è uscito dal numero dei cardinali elettori anche un altro porporato americano. Si tratta dell'arcivescovo emerito di Filadelfia, card. Justin Francis Rigali.
Rigali è nato a Los Angeles il 19 aprile 1935, ultimo di sette figli, ha una sorella suora e un fratello gesuita. Frequenta l'Istituto della Santa Croce prima di entrare nel seminario preparatorio di Hancock Park nel 1949. Studia filosofia e teologia al Los Angeles College, al Seminario "Nostra Signora degli Angeli" a San Fernando e il Seminario "St. John" a Camarillo. Il 25 aprile 1961, a 26 anni, viene ordinato sacerdote dall'arcivescovo di Los Angeles, card. James Francis Aloysius McIntyre, venendo assegnato a incarichi pastorali a Los Angeles e Downey. Nello stesso anno ottiene un baccalaureato in teologia alla Catholic University of America, passando per tre anni a Roma per proseguire gli studi alla Pontificia Università Gregoriana, da cui ottiene un dottorato in diritto canonico. È anche assistente alla seconda sessione dei lavori del Concilio Vaticano II. Per sei mesi torna negli USA come viceparroco nella città di Pomona, poi entra nella Pontificia Accademia Ecclesiastica, l'istituto di formazione dei diplomatici vaticani. Inizia come membro della sezione in lingua inglese della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, e per tutti gli anni '60 viaggia tra Madagascar e Oceano Indiano. Nel 1970 diventa direttore della sezione di lingua inglese e interprete ufficiale dall'inglese di Paolo VI, che accompagnò in molti viaggi all'estero. Accompagna Giovanni Paolo II nel suo viaggio negli USA, nel 1980 diventa Prelato d'Onore di Sua Santità e nel 1984 cappellano dell'Ordine dei Cavalieri di Malta.
L'8 giugno 1985, a 50 anni, viene nominato Presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica ed elevato arcivescovo, venendo consacrato nella cattedrale di Albano il 20 settembre successivo dalle mani del papa. Dal 1986 è membro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Il 21 dicembre 1989, a 54 anni, viene nominato Segretario della Congregazione per i Vescovi e il 2 gennaio successivo diventa anche Segretario del Collegio Cardinalizio.
Il 25 gennaio 1994, a 58 anni, diventa il settimo arcivescovo di Saint Louis. Nello stesso anno viene anche nominato membro dei Cavalieri di Colombo. Il suo ministero in città si caratterizza per una grande attenzione per il mondo dell'istruzione: è il primo arcivescovo a visitare tutte le scuole superiori della città. Nel 1999 accolse Giovanni Paolo II in visita locale solo a Saint Louis e il pontefice, in nome del legame di amicizia di vecchia data, accettò di venire ospitato in arcivescovado.
Il 15 luglio 2003, a 68 anni, viene trasferito alla sede metropolitana di Filadelfia. Il giorno prima del suo ingresso solenne in città venne annunciata la sua creazione a cardinale, che avviene il 21 ottobre successivo nella basilica di San Pietro, ancora una volta dalle mani di papa Wojtyla. Fu l'unico concelebrante americano ai funerali del pontefice polacco e prese parte anche al conclave successivo. Nel 2005 dovette difendere le azioni dei suoi predecessori nei casi appena emersi riguardo a presunti abusi minorili e provvedette a rimuovere tutti coloro che furono giudicati colpevoli dalla giustizia. Nel giugno 2006 partecipò a una conferenza stampa alla Casa Bianca insieme ad altri alti prelati statunitensi per supportare un'iniziativa parlamentare con l'intenzione di vietare unioni civili e matrimoni gay. A gennaio 2007, come Presidente del Comitato per la Vita della Conferenza Episcopale USA, disse che il movimento poteva rifiorire per il crescente interesse dei giovani in materia ed esortò l'applicazione del Pregnant Women Act come alternativa all'aborto. Da agosto 2009 ad aprile 2010 è stato anche amministratore apostolico della diocesi di Scranton.
A marzo 2009 definì la ridefinizione da parte del presidente Obama dei termini sulla ricerca su cellule staminali da embrioni stabiliti da Bush "una triste vittoria della politica su scienza ed etnica". Il mese dopo condannò l'ordinazione sacerdotale di due donne a Roxborough, definendola una "pseudo-ordinazione", "  Nel novembre successivo firmò, insieme a molti alti prelati, la Dichiarazione di Manhattan, un documento teso a difendere la "santità della vita umana, la dignità del matrimonio come unione tra marito e moglie e la libertà di religione e di coscienza". Fra i passaggi più controversi, questo: "Nel corso dei secoli, la Cristianità ci ha insegnato che la disobbedienza civile non è solo consentita, ma a volte è anche necessaria", citando l'esempio di Martin Luther King. Nel 2010 supera il limite di età dei 75 anni.
Il 19 luglio 2011, a 76 anni, si ritira da tutti i suoi incarichi, lasciando la cattedra di Filadelfia all'arcivescovo Charles Joseph Chaput, trasferito dalla sede di Denver. Dato che il vescovo della diocesi di Knokville, mons. Richard Stika, è stato vicario generale e cancelliere a Saint Louis sotto l'episcopato di Rigali, il cardinale è stato invitato a risiedere nella diocesi negli anni del ritiro. Il 16 dicembre 2013 papa Francesco non ha rinnovato il suo mandato come membro della Congregazione per i Vescovi.

Con l'uscita di due cardinali in due giorni, i porporati sono ora 223, 120 elettori e 1h03 non elettori. I cardinali americani sono invece 16, 9 elettori (card. Roger Michael Mahony, 79 anni, arcivescovo emerito di Los Angeles; card. William Joseph Levada, 78 anni, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede; card. Edwin Frederick O'Brien, 76 anni, Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; card. Donald William Wuerl, 74 anni, arcivescovo di Washington; card. Sean Patrick O'Malley, 70 anni, arcivescovo di Boston; card. Raymond Leo Burke, 66 anni, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta; card. Daniel Nicholas DiNardo, 65 anni, arcivescovo di Galveston-Houston; card. James Michael Harvey, 65 anni, Arciprete della Basilica di San Paolo Fuori le Mura; card. Thimothy Michael Dolan, 65 anni, arcivescovo di New York) e 7 non elettori (card. William Wakefield Baum, 88 anni, Penitenziere Maggiore emerito; card. Adam Joseph Maida, 85 anni, arcivescovo emerito di Detroit; card. Theodore Edgar McCarrick, 84 anni, arcivescovo emerito di Washington; card. William Henry Keeler, 84 anni, arcivescovo emerito di Baltimora; card. Bernard Francis Law, 83 anni, Arciprete emerito della Basilica di San Paolo Fuori le Mura; card. James Francis Stafford, 82 anni, Penitenziere Maggiore emerito; infine, il card. Rigali).
Se a febbraio la creazione di cardinali americani era stata ritenuta non necessaria per la forte presenza USA all'interno degli elettori, ora le carte in tavola cambiano. Per il prossimo concistoro sono in lizza l'arcivescovo di Los Angeles, la più grande diocesi del Nordamerica, mons. Josè Horacio Gomez, 63 anni; il successore di Rigali a Filadelfia, mons. Charles Joseph Chaput, 70 anni; l'arcivescovo di Baltimora, mons. William Edward Lori, 63 anni; l'arcivescovo di Detroit, mons. Allen Henry Vigneron, 66 anni; l'arcivescovo di Chicago, mons. Blase Joseph Cupich, 65 anni. L'alternativa è che papa Francesco estragga dal cilindro un nome inaspettato, stratagemma già usato in passato. Staremo a vedere.

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