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IL CARD. BERTONE COMPIE 80 ANNI

Ora i cardinali elettori sono 112
IL CARD. BERTONE COMPIE 80 ANNI
Una vita sotto i riflettori, lascia vacante il ruolo di Camerlengo. Una grande carriera chiusa da Francesco

Oggi è ufficiale, il card. Bertone non parteciperà al prossimo conclave. Il cardinale piemontese oggi ha compiuto 80 anni e ha perso il titolo di elettore. 
L'incombenza più urgente rimane però quella di sostituirlo nell'incarico di camerlengo, da cui oggi è decaduto. Il Camerlengo è in pratica la seconda carica dello Stato vaticano, l'amministratore dei beni della Chiesa in caso di sede vacante. Dalle 20 del 28 febbraio 2013 fino al 13 marzo successivo, elezione di Francesco, il card. Bertone è stato la guida vaticana in sede vacante. Il camerlengo è anche colui che accerta e certifica la morte del pontefice regnante e dichiara aperta la sede vacante. Chi organizza e presiede il conclave è invece il decano, chi annuncia la morte del pontefice al popolo è di norma il vicario di Roma. Un incarico non di primissima importanza, ma che non può rimanere vacante per nessun motivo. In realtà non è scritto da nessuna parte che il camerlengo decada agli ottant'anni, ma due elementi lo rendono un fatto: la tradizione e l'obbligo di essere elettore, dato che la costituzione apostolica Universi Dominici Gregis (capp. 55, 71 e 75) assegna degli specifici compiti organizzativi all'interno della Sistina. L'incarico non è quindi ufficialmente vacante. 
Tarcisio Pietro Evasio Bertone nasce a Romano Canavese, in Piemonte, il 2 dicembre 1934, quinto di otto figli. Entra nei Salesiani ad appena sedici anni e viene ordinato sacerdote nella diocesi di Ivrea il 1° luglio 1960, a 25 anni, dal vescovo Albino Mensa. Inizia quindi la carriera accademica, ottenendo la licenza in diritto canonico e insegnando prima teologia morale, poi diritto canonico alla Pontificia Università Salesiana dal 1967 al 1991. In questo periodo sviluppa i primi forti rapporti con i vertici romani, venendo chiamato a mediare tra la Santa Sede e il vescovo Lefebvre nella commissione presieduta dal card. Ratzinger, che ha modo di apprezzarne le doti.
Il 4 giugno 1991, a 56 anni, viene nominato arcivescovo di Vercelli e consacrato il 1° agosto successivo nuovamente dall'arcivescovo Mensa, suo predecessore sulla sede di Vercelli, che lo aveva fortemente voluto al suo posto. In questa veste nel 2001 viene chiamato ad assistere Emmanuel Milingo, arcivescovo di Lusaka, nello Zambia, che aveva lasciato l'abito per sposarsi.
Dopo undici anni a Vercelli, il 10 dicembre 2002, a 68 anni, Giovanni Paolo II lo nomina arcivescovo di Genova in sostituzione del card. Tettamanzi, trasferito a Milano, e lo crea cardinale il 21 ottobre 2003. Partecipa, non da favorito, al conclave del 2005, che elegge proprio Ratzinger, Benedetto XVI. Per sua volontà il 29 agosto 2006 lascia la sede di Genova e il 15 settembre successivo, a 71 anni, diventa Segretario di Stato al posto del card. Sodano, eletto decano del Collegio Cardinalizio.
Qui si consolida la sua fama e il suo nome rimbalza in interviste e commenti.
Tre giorni prima Ratzinger, parlando all'Università di Ratisbona, cita un passaggio dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo, l'ultimo regnante cattolico prima della caduta di Costantinopoli e l'avvento degli ottomani, che recita: "Mostrami cosa ha introdotto di nuovo Maometto e io ti mostrerò che sono solo precetti diabolici e disumani, come quello di diffondere la fede nel mondo con la spada". Parole che suscitano la protesta dei leader musulmani, violente proteste di piazza in molti paesi e l'accusa di islamofobia e incomprensione, fino alle accuse iraniane di cospirazione occidentale coinvolgente anche il Vaticano. Tocca a Bertone calmare le acque, dichiarare che le parole pronunciate dal papa qualche giorno prima non erano volte all'offesa dei musulmani e invocare il dialogo.  A dicembre, anche la comunità ortodossa prende le distanze, con il Patriarca di Mosca Alessio II che dichiara che con la sua nomina si è inaugurata una "politica dell'inimicizia". La Chiesa appare sempre più isolata nel contesto interreligioso. È il primo a suggerire una nuova riforma dei dicasteri vaticani e fa notizia anche la sua battuta sulla possibile costituzione di una squadra di calcio vaticana. Scrive una nuova biografia di Pio XII, difendendone l'operato dalle critiche sulla mancata condanna ai totalitarismi. Il 4 aprile 2007 viene nominato camerlengo e il 10 maggio 2008 entra nella ristretta cerchia dei sei cardinali vescovi, i più importanti, con la sede di Frascati. A fine 2009 entra in scadenza, ma Benedetto XVI, con una lettera autografa, proroga a tempo indeterminato il suo mandato. Personaggio controverso, nel 2013 viene indagato nell'ambito dell'inchiesta Vatileaks, la fuga di documenti riservati da parte del papa, non essendo riuscito a impedire la fuga di notizie nonostante la sua carica.
Il 2013 è l'anno del suo declino. Il 28 febbraio Benedetto XVI si dimette, lasciando nelle sue mani l'amministrazione della Chiesa. Durante il conclave sarebbe stato uno dei sostenitori del card. Bergoglio contro l'arcivescovo di Milano, card. Scola. Ma è con l'elezione di Francesco che la sua stella si offusca definitivamente, dopo sei mesi di convivenza, il 28 agosto il papa annuncia il suo pensionamento, effettivo dal 15 ottobre, a favore dell'arcivescovo (poi cardinale) Pietro Parolin. Bertone perde via via tutti i suoi incarichi, ma non cessa di essere sotto l'occhio dei media. Fa scalpore in particolare il suo ordine di restaurare con finanze vaticane Palazzo San Carlo, proprio di fronte alla residenza papale di Santa Marta, in un attico di 700 metri quadri come residenza sua e di altri dignitari pontifici. Ad oggi mantiene solo la carica di membro consigliere della Commissione Vaticana Joseph Ratzinger.
Con la sua uscita di scena, i cardinali elettori scendono a 112 su 210 totali. 

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